Situazione sanitaria critica nella regione somala dell'Etiopia
Quest'anno le continue violenze e le difficili condizioni climatiche hanno reso molto difficili le condizioni di vita della popolazione nella regione somala dell'Etiopia. Intrappolata negli scontri tra gruppi ribelli e forze governative, la popolazione, prevalentemente nomade, è sempre esclusa dai servizi essenziali e dagli aiuti umanitari.
La siccità, il conflitto e le restrizioni agli spostamenti colpiscono gravemente la popolazione
A causa dei pericoli e delle restrizioni all'importazione di beni nella regione, nei mercati locali è drasticamente diminuita la disponibilità di cibo e di altri generi essenziali e l'impennata dei prezzi ha reso gli alimenti base quasi del tutto inaccessibili. Le severe restrizioni agli spostamenti in alcune zone hanno inoltre gravemente aumentato la vulnerabilità della popolazione nomade, limitando la possibilità di andare alla ricerca di acqua e cibo per il proprio bestiame. I raccolti, le scorte alimentari, i terreni da pascolo e il bestiame sono andati distrutti a causa della siccità e del conflitto. Alcune persone sono anche state colpite direttamente dalla violenza.

Nel mese di maggio, MSF ha scoperto allarmanti tassi di malnutrizione in alcune zone della regione somala, corrispondenti alla crisi nutrizionale che si andava verificando nell'Etiopia meridionale. MSF ha inoltre individuato malattie come la diarrea, infezioni del tratto urinario e infezioni oculari, indicative di una situazione igienico-sanitaria inadeguata. A Wardher, una città della regione somala orientale, MSF ha visto arrivare migliaia di pastori nomadi e di residenti nei dintorni della città, spinti dalla necessità di cibo, acqua e assistenza sanitaria. Inoltre negli ultimi mesi i progetti nutrizionali di MSF a Wardher e Degahbur hanno registrato un significativo aumento del numero di bambini ammessi per malnutrizione acuta grave, circa 1.000 bambini nel mese di dicembre. MSF fornisce anche assistenza sanitaria, ambulatoriale e ospedaliera, e cura della tubercolosi.
In un'area in cui i bisogni umanitari sono immensi, l'assistenza sanitaria resta del tutto inadeguata e migliaia di persone devono affrontare da sole la lotta contro la malnutrizione e le malattie sempre in aumento. Le restrizioni agli spostamenti impediscono a MSF di accedere ad alcune aree per verificare i bisogni umanitari della popolazione e dare una risposta adeguata. MSF stima che in almeno una zona della regione somala tre quarti della popolazione sia completamente priva di assistenza sanitaria. Numerosi ostacoli burocratici hanno limitato la capacità di MSF di fornire un'adeguata assistenza e hanno portato alla chiusura del progetto di MSF a Fiq.
MSF continua a fornire assistenza sanitaria di base a Wardher e Degahbur e cerca anche di individuare nuove modalità per rafforzare l'assistenza alle popolazioni nella zona della regione somala coinvolta nel conflitto. Un'azione umanitaria rafforzata e priva di impedimenti è cruciale per le popolazioni che vivono quotidianamente sulla loro pelle le conseguenze della crisi.

L'intervento nutrizionale in altre zone del paese
Contrariamente alle difficoltà incontrate nella regione somala, MSF ha potuto occuparsi estesamente della malnutrizione che ha colpito le regioni di Oromiya e del SNNP (Southern Nations and Nationalities People), in Etiopia. Da maggio a settembre, MSF ha curato circa 50mila persone, di cui 28mila affette da malnutrizione acuta in diverse località. A luglio, MSF ha effettuato una distribuzione alimentare mirata a 12.500 persone a rischio di malnutrizione.

